Il Brand Activism dopo il Covid

L’intervista a una laureanda diventa l’occasione per riflettere insieme a lei su virtuosismi, buone pratiche e banalizzazioni.

La Business Roundtable nel 2019 ha stilato lo “Statement on the Purpose of a Corporation”. Cosa pensi di questa presa di posizione da parte dei 181 CEO?

Qual è, secondo te, il ruolo delle agenzie creative nel brand activism?

Hai fondato con Ipsos l’Osservatorio Civic Brands. Volevo chiederti: nella tua concezione, c’è una differenza tra l’essere un civic brand o un activist brand?

In “Ibridocene” scrivi: “non voglio dare la soddisfazione al Covid-19 di averci traghettato nella nuova epoca. […] La pandemia è un effetto di questa era, non una causa”. Vorrei che mi commentassi questa interessante affermazione.

Credi che il brand activism abbia la capacità di risanare la fiducia dei consumatori? Penso al fenomeno del woke washing.

Durante la lezione aperta in Università, il 23 novembre 2020, hai parlato di ibridocene, dicendo che il mondo di oggi è non è quello che era, ma non è ancora quello che verrà. Quali possibili scenari dobbiamo aspettarci nel New Normal per quanto riguarda la comunicazione e l’agire delle imprese?

Sabina Addamiano in “Brand activism: dal purpose all’azione” scrive che le imprese vengono ripensate in quanto istituzioni: pensi che ciò possa avere dei risvolti negativi o comportare dei rischi?

--

--

Se vuoi seguirmi fai pure, ma sappi che non conosco la strada.

Love podcasts or audiobooks? Learn on the go with our new app.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store