Perché se ne parli

Il 150° anniversario di una banca detta le riflessioni su memoria e identità e su come i perché debbano soppiantare i puerili purché.

Nella seduta del Consiglio di amministrazione del 15 novembre 1870 si legge: «Viene comunicata una lettera della Prefettura locale la quale dimanda che l’Amministrazione si associ al Calendario Generale dello Stato che sta per uscire. Si delibera di rispondere negativamente». Dall’Archivio Storico di ASBPER, curato da Chiara Pulini, Verbali delle sedute del Consiglio di amministrazione, 15 novembre 1870, reg. n. 1, p. 26

Un vecchio adagio in pubblicità sostiene l’importanza del “purché se ne parli”, non importa se bene o male, l’importante è che se ne parli. Niente di più pericoloso per brand e reputazione.

La copertina riporta un manifesto del 1975, realizzato in occasione dell’apertura dello sportello della Banca Popolare di Modena a Ca’ di Sola (Modena),
In questa immagine, tratta da un calendario realizzato dalla banca per l’anno 1952, si può cogliere la diffusione delle filiali nel territorio modenese a quell’epoca.

Qui dentro c’è tutto quello che ho sempre pensato debba essere il mio mestiere di pubblicitario.

Il mio consiglio è quello di leggere ogni storia come questa, attraverso una lente che muove in verticale, come speleologi che scavano, archeologi che indagano, ritrovano, spolverano reperti e incontrano significati che si tramandano.

Dal 1958 al 1976, il 31 ottobre di ogni anno, in occasione della Giornata del risparmio, la Banca Popolare distribuisce in omaggio alle scuole alcuni volumetti sulla natura. All’interno del volume la banca pubblicizza i propri servizi e inserisce slogan educativi sul risparmio.

Se vuoi seguirmi fai pure, ma sappi che non conosco la strada.

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